Una vecchia storia: il riscaldamento
In un momento caratterizzato dalla discussione sul risparmio energetico, in questo articolo vorremmo discutere della storia del riscaldamento nello stabile dell’ex Convento di San Francesco, oggi sede del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI.
L’episodio dal quale prendiamo spunto è l’installazione del riscaldamento centrale, nel lontano 1929. (Un primo tentativo deve esserci stato nel 1920 quando il Parlamento cantonale discusse della questione, ma evidentemente poi non se n’era fatto niente.) In una lettera della direzione della Scuola Normale (gennaio 1929) la situazione viene descritta come segue:
Attualmente ogni locale ha una stufa a carbone; sono quindi una quindicina di stufe che danno nel periodo invernale un assai grave lavoro al bidello. Occorre cominciare ad accendere alla mattina assai presto tutte le stufe, poi tenerle vive ad una ad una e rifornirle di combustibile durante il giorno senza poter ottenere una giusta temperatura; i locali risultano sempre o freddi o troppo riscaldati, la pulizia risulta trascurata e lo spreco di combustibile inevitabile.
Una situazione non certo invidiabile. Alcuni degli argomenti richiamati – lo spreco d’energia, la difficoltà di ottenere una temperatura costante – ci sembrano stranamente attuali. Dato che una risposta tardava a venire, il direttore della Scuola Normale, Giuseppe Zoppi (sì, proprio il noto scrittore che due anni più tardi sarebbe diventato professore di letteratura italiana al Politecnico di Zurigo) tornò alla carica, allegando una perizia del medico delegato di Locarno, dott. Varesi, che segnalava l’insufficienza delle stufe a carbone dal punto di vista igienico e sanitario. Il 21 agosto, il Consiglio di Stato licenziò pertanto un Messaggio al Parlamento dal quale riporto alcuni passaggi:
Riconosciuta in massima la fondatezza di queste istanze, il Dipartimento delle Pubbliche Costruzioni dava le opportune disposizioni per lo studio dei progetti per l’impianto del riscaldamento centrale nella Scuola Normale maschile di Locarno e nella Scuola Tecnica di Mendrisio. […] In base ai progetti ed ai calcoli elaborati […] il costo dei due impianti sarebbe il seguente: Scuola Normale maschile: FR. 59.930; Scuola Tecnica, Mendrisio: Fr. 37. 862; Totale Fr. 87. 792. (Atti parlamentari ticinesi, seduta del 18 settembre 1929).
Non si trattava di una cifra indifferente se consideriamo che l’intera spesa del Cantone per le scuole in quegli anni era di Fr. 1.400.000.- (cui si aggiungevano 2.000.000.- di spese dei Comuni per le scuole elementari e gli asili). E non si trattava certo di una decisione insensata se consideriamo che nella Scuola normale femminile (che aveva sede nella Villa Belvedere, l’attuale Centro professionale commerciale) il riscaldamento centrale era stato introdotto già nel… 1902.
La storia del Dipartimento formazione e apprendimento è fatta anche di episodi piccoli come questo. I locali della scuola, dal Chiostro alla Palestra, hanno molte cose da raccontarci sulle condizioni di lavoro e di studio di chi li ha frequentati prima di noi.

