Due vecchi «vicini di scaffale» della Biblioteca della Magistrale

Della Educazione libro uno, di Raffaello Lambruschini (Torino, Paravia, 1863)

Anche in questo post torniamo ad occuparci di alcuni aspetti legati alla materialità dei documenti, trattando di due volumi che già alla fine dell’Ottocento erano “vicini di scaffale” nella Biblioteca della Scuola normale (e ancora lo sono nel Fondo Gianini della Biblioteca DFA).

Giuseppina Stefani-Bertacchi, Il primo passo nella Educazione. Libro per le Scuole normali, Torino, Paravia, 1890. Se dell’autrice non sappiamo dire nulla, il volume è un libro di testo per le scuole normali in Italia, ma che forse nemmeno là era molto in voga: nel catalogo italiano risulta posseduto solo da una decina di biblioteche. La copia presso il DFA reca due timbri: Biblioteca cantonale Locarno e Scuola Normale Maschile Cantone Ticino. Il secondo non sorprende perché evidentemente il libro è stato acquistato dalla Scuola normale maschile alla fine dell’Ottocento. Grazie al lavoro di catalogazione descritto in un post precedente è possibile dire che 53 volumi nella Biblioteca DFA recano questo timbro. Il secondo timbro è un po’ più sorprendente, ma ben 16 volumi sono così timbrati e possiamo ipotizzare che siano in qualche modo passati almeno per un breve periodo alla Biblioteca cantonale.

Il secondo volume è invece un grande classico: Della Educazione libro uno, di Raffaello Lambruschini (Torino, Paravia, 1863). Del grande educatore toscano Lambruschini sappiamo che ha avuto una sua fortuna anche in Ticino, al punto che Franscini stesso nel Libro di letture popolari riprende un suo racconto. Nulla di meno sorprendente che ritrovare questo autore nella Biblioteca della Magistrale (il volume reca questo timbro, che condivide con altri 232 volumi della Biblioteca DFA) e nulla di sorprendente nella scoperta che questo volume faceva parte, a partire dal 1910, dell’Esposizione scolastica permanente (ce lo dice sempre un timbro).

Come forse non tutti sanno, più di vent’anni fa i volumi del fondo storico sono stati in gran parte tolti dagli scaffali, messi in scatoloni e sistemati provvisoriamente in un magazzino. Erano gli anni del passaggio dalla Scuola magistrale all’Alta scuola pedagogica, erano in corso i lavori di restauro dell’ex Convento, le cose da fare erano tante e l’interesse per quei materiali non era una priorità. Probabilmente molti documenti si sono persi proprio in quel momento, per fortuna l’intervento del bibliotecario Raoul Marconi ne limitò le perdite. Meno di 10 anni fa, Wolfgang Sahlfeld, in collaborazione con il personale della Biblioteca, ha potuto riportare in luce quel tesoro e costituire il Fondo speciale Francesco Gianini che oggi permette di indagare la storia dell’istituto.

Forse a questo punto qualcuno si chiede: ma come si fa a sapere che il trattato del Lambruschini e il manuale della Stefani-Bertacchi erano “vicini di scaffale”? Ancora una volta la risposta è che ci viene in aiuto la materialità dei libri: le etichette con le vecchie segnature sui nostri due volumi sono rimaste intatte e sono 24.II.42 e 24.II.43.

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