Un pezzo di grande pedagogia a Locarno: “Minerva: pagine per la cultura e per la scuola”

C’è stato un momento durante il quale la Scuola magistrale aveva una rivista pedagogica : Minerva, pagine per la cultura e per la scuola  viene pubblicata dal 1936 al 1939. Sono anni difficili: nell’ottobre del 1935 l’Italia fascista ha dato inizio all’aggressione contro l’Abissinia, venendo colpita dalla comunità internazionale con sanzioni alle quali aderisce, malgrado la sua tradizionale neutralità, anche la Svizzera (ricorda tristemente l’attualità). Negli stessi anni però il Ticino ha anche rapporti particolarmente intensi con l’Italia : nell’autunno del 1935 su invito del Consiglio di Stato il pedagogista siciliano Giuseppe Lombardo-Radice ha visitato numerose scuole elementari e maggiori. La sua relazione è la base per una riforma dei piani di studio per queste scuole, approvata nell’estate del 1936 e ispirata a quello che oggi chiamiamo l’attivismo pedagogico, di cui Lombardo-Radice è uno dei massimi esponenti. Il momento di massimo avvicinamento tra Italia e Ticino coincide perciò con l’inizio dell’isolamento politico e culturale dell’Italia fascista.

È in questo contesto che nasce Minerva. La redazione della rivista comprende il « segretario di concetto » del Dipartimento dell’educazione Augusto Ugo Tarabori (un personaggio molto vicino alla Magistrale di cui parleremo in uno dei prossimi post) e i professori Achille Ferrari, direttore della Magistrale, e Luigi Menapace, docente di pedagogia. Tra i contributori troviamo non solo Lombardo-Radice che vi pubblica diversi saggi, ma anche l’instancabile collaboratrice di Maria Montessori, Giuliana Sorge, o il professore di pedagogia dell’università di Berna, Carlo Sganzini. Grandi nomi che forse non ci saremmo aspettati.

Nei fondi speciali della nostra Biblioteca conserviamo solo cinque numeri di Minerva : una lacuna che speriamo di colmare prima o poi ma che intanto ci costringe a studiare questo capitolo della nostra storia nell’Archivio di Stato dove ne sono conservati tutti i numeri.

Che cosa ci raccontano questi pochi fascicoli conservati nella nostra biblioteca ? Forse il più interessante è quello di settembre-ottobre 1938, dedicato all’insegnamento delle scienze. Più precisamente, all’acquario che, così veniamo a sapere, è il « centro d’interesse » nella Scuola pratica (la scuola elementare dove svolgevano la pratica professionale gli studenti della Magistrale) per l’anno 1937-1938. Il numero documenta un ciclo di lezioni che su questo tema ha tenuto il maestro della scuola pratica, Giuseppe Mondada. La documentazione comprende non solo i riassunti delle lezioni ma anche ampi stralci di elaborati scritti degli scolari (ci sono anche scritture collettive, una cosa davvero innovativa per quegli anni !) che raccontano di osservazioni di pesci, lezioni all’aperto in riva al lago, incontri con pescatori e persino di una visita in un negozio di pesci a Muralto. I programmi del 1936 raccomandavano ai docenti di avvalersi “secondo l’opportunità: a) delle lezioni all’aperto; b) dei compiti individuali e d’osservazione; c) dell’orto scolastico e delle coltivazioni in. classe; d) delle osservazioni meteorologiche ; …”

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