La seconda rivista della Magistrale: Scuola ticinese
A differenza della rivista Minerva, citata in un altro post, questa rivista si trova nella Biblioteca del Dipartimento formazione e apprendimento in una collezione quasi completa. Sin dal numero 2, che si presenta nella veste di un semplice dattiloscritto e il sottotitolo Bollettino d’informazione della Scuola magistrale e dei suoi Istituti didattici e culturali. Evidentemente circolava comunque in gran numero tra i docenti, poiché nel numero 3 (febbraio 1942) leggiamo che “il Bollettino d’informazione, offerto gratuitamente ai Docenti, ha incontrato la generale approvazione e fiducia degli interessati”.
Esce dunque, questo Bollettino, sin dal gennaio del 1942. Sono anni intensi per la scuola ticinese che proprio in quell’anno vedrà una riforma complessiva del settore medio-superiore che coinvolgerà naturalmente anche la Scuola magistral. Le informazioni che troviamo in questi primi numeri sono effettivamente tante e spaziano da avvisi ufficiali (Ufficio delle proiezioni luminose, Radioscuola, concorsi scolastici ecc.) a proposte didattiche e riflessioni pedagogiche.
Nel numero 4-5, maggio 1942, veniamo a sapere che la rivista è diventata, da gratuita, a su abbonamento. La quota di Franchi 2.- andava versata su un conto postale della Magistrale intitolato “Mostra didattica”.
Le prime annate della rivista, che cadono nel periodo bellico, sono davvero interessanti, perché danno mese per mese uno spaccato di quello che era la scuola in Ticino in quegli anni difficili. Si parla di educazione civica e “nazionale”, di corsi estivi per docenti ticinesi e confederati, di didattica e di pedagogia. Scuola ticinese non è senza una certa continuità con la precedente: tra gli autori troviamo naturalmente i professori della Magistrale (tra cui il prof. Menapace che già aveva animato Minerva con numerosi articoli di pedagogia), ma anche l’ispettrice degli asili Felicina Colombo e altri protagonisti del sistema scolastico cantonale. In certi contributi si rievoca anche la stagione della collaborazione con i pedagogisti italiani, Lombardo-Radice in primis, ora impossibile per via della Guerra.
Scuola ticinese è rimasta una pubblicazione della Scuola magistrale fino al 1971. Solo in quell’anno il Bollettino della Scuola magistrale e del Collegio degli Ispettori diventerà Periodico della Sezione pedagogica, cioè una diretta emanazione del Dipartimento dell’educazione. Rilegati nel tipico cartoncino verde che racchiude tanti documenti storici conservati nei fondi della Biblioteca DFA, le annate dal 1942 al 1971 sono un prezioso testimone di un periodo forse un po’ meno conosciuto nella storia dell’istituto.

